Parliamoci chiaro: nessuno si sveglia la mattina con la voglia irrefrenabile di leggere un documento legale prima di comprarsi un biglietto per un concerto. Lo so io che faccio questo mestiere da vent’anni, e lo sapete voi. Probabilmente siete qui perché avete un dubbio specifico, o forse perché siete quel tipo di persona super meticolosa che legge le etichette dello shampoo sotto la doccia. In entrambi i casi, benvenuti.
Dietro la magia di eventi come il Blue Days, dove artisti del calibro della Treves Blues Band o talenti incredibili come Raul Midon ci hanno regalato serate indimenticabili, c’è una macchina organizzativa complessa. E questa macchina funziona solo se c’è un accordo chiaro tra chi organizza e chi partecipa. Non si tratta di burocrazia messa lì per darvi fastidio; si tratta di evitare che una serata di buona musica si trasformi in un incubo logistico o, peggio, in un problema di sicurezza.
In questa pagina ho tradotto il “legalese” stretto in qualcosa che assomigli alla lingua italiana parlata da esseri umani. Analizziamo insieme le regole del gioco per godersi il festival senza intoppi, dalla gestione del biglietto fino a quello che potete e non potete fare sotto il palco.
Biglietti: Il vostro passaporto (e le sue insidie)
Comprare un biglietto sembra l’azione più banale del mondo: clicchi, paghi, ricevi il PDF. Eppure, nel mio lavoro di consulenza per eventi live, vi garantisco che l’80% dei problemi nasce proprio qui. Il biglietto non è solo una ricevuta, è un contratto a tutti gli effetti tra voi e l’organizzazione del Blue Days.
Ecco cosa dovete tenere bene a mente per non rimanere fuori dai cancelli:
- La questione della “nominalità” non è uno scherzo. Se la normativa vigente (o le disposizioni specifiche dell’edizione) richiede il nome sul biglietto, presentarsi con il titolo intestato a vostro cugino che ha l’influenza significa restare fuori. Gli addetti allo scanner non hanno il potere di fare eccezioni, devono seguire la legge.
- Occhio ai siti di “secondary ticketing”. Se comprate un biglietto a prezzo maggiorato su piattaforme non ufficiali, state giocando alla roulette russa. Mi è capitato decine di volte di dover spiegare a persone in lacrime che il loro codice a barre era già stato scansionato mezz’ora prima perché venduto a dieci persone diverse. Usate solo i canali ufficiali indicati sul sito.
- Conservate il titolo d’ingresso fino alla fine. Sembra un consiglio della nonna, ma in caso di controlli fiscali all’interno dell’area o all’uscita, dovete poter dimostrare di aver pagato. Inoltre, se uscite dall’area festival (ammesso che il braccialetto permetta il rientro, cosa che varia di anno in anno), il biglietto serve spesso come doppia verifica.
Controlli di Sicurezza: Cosa succede ai cancelli
L’Italia ha delle normative sulla sicurezza degli eventi pubblici che sono diventate molto rigide negli ultimi anni (pensate alle circolari Gabrielli e successive). Non è che la security del Blue Days si diverte a frugarvi nello zaino; sono obbligati a farlo per garantire l’incolumità di tutti, artisti compresi.
Quando arrivate all’ingresso, agevolate il lavoro. Aprite borse e zaini prima che ve lo chiedano. Se avete giacche ingombranti, preparatevi a mostrare cosa c’è sotto. Un controllo veloce significa file più scorrevoli e più tempo per la birra prima del concerto.
La politica sugli oggetti vietati (senza giri di parole)
Qui casca l’asino. Ogni anno vediamo bidoni pieni di oggetti che la gente “non pensava fossero vietati”. Per evitare di dover buttare via cose a cui tenete o dover tornare alla macchina parcheggiata a due chilometri, leggete bene qui sotto. Non è una lista esaustiva, ma copre gli errori più comuni che vedo fare:
- Il vetro è il nemico pubblico numero uno. Non importa se è una bottiglia di vino pregiato o un vasetto di omogeneizzato per il bambino (per i bimbi chiedete prima, spesso si chiude un occhio travasando in plastica, ma non datelo per scontato). Se cade e si rompe nella calca, diventa un’arma. Lasciatelo a casa.
- Le borracce di metallo sono un tema caldo. Molti festival ora le vietano perché, se lanciate, fanno male sul serio. Controllate le FAQ specifiche dell’evento prima di portarvi dietro la vostra borraccia termica da 40 euro, perché la security potrebbe non farvela passare.
- Spray al peperoncino. Sì, lo so che lo portate per sicurezza personale quando tornate a casa, ma dentro un’area concerti è considerato uno strumento atto a offendere. Se qualcuno lo spruzza per sbaglio (ed è successo), si scatena il panico. Vi verrà sequestrato all’ingresso.
- Caschi da moto e valigie trolley ingombranti non passano. Non c’è spazio fisico e sono un intralcio in caso di evacuazione. Se venite in moto, assicuratevi di poter lasciare il casco al sicuro sul mezzo o cercate se è previsto un servizio guardaroba (mai darlo per scontato).
- Droni e attrezzatura professionale. A meno che non abbiate un pass stampa concordato settimane prima con l’ufficio stampa, le reflex con teleobiettivi restano fuori. Idem per i droni: non provateci nemmeno a farli volare sopra la folla, oltre a essere vietato dal regolamento del festival, rischiate una denuncia penale dall’ENAC.
Comportamento e “Vibe” del Festival
Il Blue Days celebra generi come il blues, il soul, il jazz e il rock. È musica che richiede una certa partecipazione, ma anche rispetto. Non siamo in un mosh-pit di un concerto punk hardcore (anche se un po’ di sano rock ci sta), e nemmeno in una biblioteca. L’equilibrio sta nel mezzo.
L’organizzazione si riserva il diritto di allontanare chiunque abbia comportamenti molesti, violenti o palesemente pericolosi a causa dell’abuso di alcol o sostanze. E quando dico “allontanare”, intendo che la security vi accompagna fuori e il braccialetto viene tagliato. Fine della festa, nessun rimborso.
Una nota personale sul rispetto della musica: se siete venuti solo per chiacchierare dei fatti vostri a voce alta, fatelo nell’area food o lontano dal palco. C’è gente che ha fatto centinaia di chilometri per sentire quell’assolo di chitarra, non il racconto della vostra giornata in ufficio.
Politica su Foto, Video e Diritto d’Immagine
Viviamo nell’era di Instagram, lo capisco. Fare qualche storia o scattare una foto ricordo è normale. Tuttavia, registrare interi brani o il concerto completo con il cellulare alzato non solo rompe le scatole a chi sta dietro di voi (che vede uno schermo invece dell’artista), ma viola anche i diritti di copyright.
Inoltre, entrando nell’area del festival, accettate implicitamente che la vostra immagine possa finire nelle riprese ufficiali dell’evento. I fotografi e i videomaker del Blue Days girano costantemente per documentare l’atmosfera e il pubblico. Queste immagini finiscono sui canali social, sul sito web o nei video promozionali delle edizioni future. Comprando il biglietto, date il consenso a questo utilizzo a titolo gratuito. Se siete latitanti o in incognito, mettetevi una maschera!
Maltempo, Annullamenti e Rimborsi
Questa è la parte dolorosa, ma va affrontata. I concerti all’aperto hanno una variabile che nessuno può controllare: il meteo. La regola generale nel mondo dei live è “Rain or Shine” (si suona con la pioggia o col sole), a meno che le condizioni non mettano a rischio l’incolumità delle persone o delle strutture.
Ecco come funziona di solito la dinamica dei rimborsi, per evitare malintesi:
- Se piove ma il concerto si fa lo stesso, non avete diritto al rimborso. Portatevi un k-way. Gli ombrelli spesso sono vietati perché accecano chi sta dietro e sono pericolosi.
- Se il concerto viene annullato PRIMA dell’inizio, scatta la procedura di rimborso integrale (spesso al netto dei diritti di prevendita, che le piattaforme trattengono per il servizio svolto).
- Se il concerto inizia e viene interrotto dopo aver superato una certa durata (di solito 45 minuti o metà esibizione), legalmente l’evento è considerato “svolto” e il rimborso non è dovuto. È una pillola amara da ingoiare, ma serve a coprire i costi enormi che l’organizzazione ha già sostenuto per allestire tutto.
In caso di variazioni della lineup (ad esempio, se un artista di supporto dà forfait ma l’headliner suona regolarmente), non è previsto rimborso. Il biglietto è per l’evento nel suo complesso, non per ogni singola persona che sale sul palco.
Utilizzo del Sito Web e Proprietà Intellettuale
Visto che questo è anche l’hub informativo del Blue Days, due parole sul sito che state navigando. Tutto il materiale che trovate qui – le gallerie fotografiche delle edizioni passate, i video highlights, i testi che raccontano la storia del festival – è protetto da copyright.
Siete liberi di consultarlo, di emozionarvi rivedendo le foto di quell’anno in cui il fango ci arrivava alle caviglie ma eravamo felici, e di condividere i link. Non siete autorizzati a scaricare le foto per usarle commercialmente, né a copiare i testi per i vostri blog senza citare la fonte. Se volete usare del materiale per scopi giornalistici o di ricerca, c’è una sezione contatti apposta: scriveteci e di solito siamo ben felici di collaborare.
In conclusione, le regole servono a far sì che l’unica cosa di cui vi dobbiate preoccupare sia quale canzone verrà suonata dopo. Il Blue Days è nato per unire le persone attraverso la musica: un po’ di buon senso e rispetto reciproco sono gli unici veri requisiti per far parte di questa famiglia.
Nota: Questo regolamento è soggetto a modifiche in base alle normative locali e alle disposizioni delle autorità di pubblica sicurezza, che possono variare anche all’ultimo minuto. Vi consigliamo di controllare sempre i canali social ufficiali a ridosso dell’evento per gli ultimi aggiornamenti.
