Blue Days Festival: Il Cuore del Blues, Soul e Jazz in Italia

Benvenuti a casa. E quando dico “casa”, intendo quel posto dove puoi toglierti le scarpe, versarti un bicchiere di rosso e lasciare che un giro di basso ti rimetta in sesto la giornata. Se siete atterrati su Blue Days, è perché sapete bene che il blues, il soul o il buon vecchio rock non sono solo generi musicali da catalogare su Spotify.

Sono stati d’animo. Sono storie di vita vissuta, spesso sofferta, ma sempre, inevitabilmente, celebrata.

Questo non è il solito portale aziendale freddo e distaccato. Considerate questo spazio come il backstage digitale di quello che è stato (ed è ancora, nel cuore) il Blue Days Festival. Per anni abbiamo portato in Italia il meglio della musica internazionale, trasformando piazze e parchi in templi a cielo aperto per gli amanti della musica suonata davvero. Niente basi pre-registrate, niente autotune. Solo legno, corde, valvole incandescenti e tantissimo sudore.

Non era solo un Festival, era un rito collettivo

Onestamente, organizzare un festival in Italia è una follia. Tra permessi, meteo imprevedibile e logistica, ti chiedi spesso chi te lo faccia fare. Poi però si accendono le luci. Senti il ronzio degli amplificatori valvolari che si scaldano — quel rumore di fondo che per noi è quasi rassicurante — e vedi la prima fila che si accalca sotto il palco.

Lì capisci tutto.

L’atmosfera del Blue Days era qualcosa di difficile da replicare altrove. Non si trattava di stare in uno stadio con altre cinquantamila persone a guardare un puntino lontano su un maxischermo. Qui si sentiva l’odore della polvere alzata dai piedi che battevano il tempo, si incrociava lo sguardo del chitarrista durante un assolo. C’era una connessione fisica, tangibile.

Immaginatevi le serate estive italiane: l’aria che finalmente rinfresca dopo una giornata rovente, il profumo di cibo che arriva dagli stand vicini e, improvvisamente, una sezione fiati che attacca un pezzo soul che vi fa vibrare lo sterno. Questa miscela di convivialità nostrana e sound internazionale è stata la nostra firma per anni.

Musica vera per gente vera

Guardate, il panorama musicale oggi è saturo. C’è di tutto. Ma noi abbiamo sempre avuto una linea editoriale piuttosto rigida, quasi testarda: qualità sopra la moda. Abbiamo ospitato artisti che magari non trovate nelle classifiche pop del momento, ma che hanno scritto la storia o la stanno riscrivendo con la loro tecnica.

Prendete ad esempio la Treves Blues Band. Chiunque mastichi un po’ di blues in Italia sa che Fabio Treves non è solo un musicista, è un’istituzione. Il “Puma di Lambrate” ha portato sul nostro palco quella genuinità che ti aspetti da chi il blues lo ha vissuto sulla pelle attraversando decenni di cambiamenti culturali.

E poi ci sono stati momenti di pura magia tecnica, come con Raul Midon. Ricordo ancora il silenzio quasi religioso del pubblico mentre lui suonava la chitarra come se fosse una percussione, usando quella tecnica “slap” che ti fa chiedere se nasconda un batterista nella tasca della giacca. Vedere certi mostri sacri a pochi metri di distanza cambia, letteralmente, il modo in cui ascolti musica.

Cosa trovate in questo archivio digitale

Abbiamo deciso di mantenere vivo questo sito perché le cose belle non dovrebbero sparire nel nulla una volta smontato il palco. Qui abbiamo raccolto tonnellate di materiale per chi c’era e vuole ricordare, o per chi non c’era e vuole capire cosa si è perso.

  • Se volete rivedere le scalette, capire chi ha suonato in quale anno e magari scoprire qualche nome che vi era sfuggito, date un’occhiata alla nostra sezione dedicata alle Line-up e Programmi. È un bel viaggio nel tempo, ve lo garantisco.
  • La musica si ascolta, certo, ma si guarda anche. Le espressioni sofferte di un cantante soul o la gioia di un batterista durante un fill sono impagabili. Abbiamo caricato centinaia di scatti nelle nostre Gallerie Fotografiche. Non sono foto patinate da rivista, sono scatti veri, a volte un po’ mossi, ma pieni di vita.
  • Per i video, le interviste rubate dietro le quinte e qualche chicca live che siamo riusciti a registrare (audio permettendo!), c’è la sezione Video Highlights.

Perché il Blues e il Jazz in Italia?

Me lo hanno chiesto spesso: “Ma perché l’Italia, terra del bel canto e dell’opera, ha questa ossessione per la musica afroamericana?”. La risposta, secondo me, è nella pancia. Il blues, così come il soul, non è musica cerebrale. È viscerale. E noi italiani siamo un popolo viscerale.

C’è un parallelo strano ma affascinante tra la “saudade” del blues del Delta e la malinconia di certe nostre canzoni popolari. Quando un armonicista attacca un brano lento, in una piazza di provincia italiana, succede qualcosa di chimico. Non serve capire l’inglese alla perfezione per sentire il dolore o la gioia in quella voce. È un linguaggio universale che al Blue Days abbiamo sempre cercato di tradurre per il nostro pubblico.

Abbiamo spaziato molto negli anni:

  • Dal Chicago Blues elettrico, quello ruvido, nato nei club fumosi e perfetto per chi ama le chitarre che “graffiano”.
  • Al Soul vellutato, stile Motown, che ti fa muovere i piedi anche se hai giurato di non ballare.
  • Fino alle contaminazioni Jazz-Rock, dove la tecnica strumentale prende il sopravvento e ti ritrovi a bocca aperta davanti a un assolo di basso di dieci minuti che sembra durarne due.

Dietro le quinte: non è tutto rose e fiori

Diciamocelo chiaramente, far funzionare una macchina del genere è un incubo logistico che però regala soddisfazioni immense. Chi visita il sito magari vede solo le foto belle, ma dietro ogni edizione del Blue Days c’erano mesi di telefonate, email perse, rider tecnici assurdi (non immaginate cosa chiedano certi artisti in camerino!) e la costante lotta con l’acustica delle location.

Ricordo un anno in cui il soundcheck è durato fino a dieci minuti prima dell’apertura dei cancelli perché una frequenza bassa continuava a fare risonanza con la struttura del palco. Il fonico stava impazzendo. Poi, magicamente, tutto si è sistemato appena il pubblico ha riempito la piazza, “assorbendo” il suono. Sono quei miracoli tecnici che succedono solo dal vivo.

Questo sito serve anche a dare credito a tutto quel lavoro invisibile. Se andate nella pagina Info e Storia, troverete qualche dettaglio in più su come è nato tutto questo e sulle persone che hanno tirato i cavi sotto il sole cocente per far sì che la musica arrivasse alle vostre orecchie.

Oltre la musica

Il Blue Days non è mai stato solo un business. Anzi, se guardiamo i bilanci, spesso l’abbiamo fatto più per cuore che per portafoglio. Ma una parte fondamentale del nostro DNA è sempre stata la solidarietà. Usare la musica come amplificatore per cause più importanti è il minimo che potessimo fare.

Durante le varie edizioni abbiamo collaborato con diverse realtà per raccolte fondi e sensibilizzazione. Trovate i dettagli dei nostri progetti passati e futuri nella sezione Charity e Iniziative. È una pagina a cui teniamo particolarmente, forse anche più di quella degli artisti, perché lì si vede l’impatto reale che una comunità di appassionati può avere sul mondo.

Come navigare questo archivio

Non perdetevi nei menu. Se cercate qualcosa di specifico, ecco il mio consiglio da insider:

  • Volete vedere che faccia aveva il batterista di quella band nel 2018? Andate diretti alle foto.
  • Vi serve sapere dove eravamo nel 2019 o come contattarci per informazioni su archivi storici? La pagina Contatti e Venue ha le specifiche delle location che abbiamo toccato.
  • Siete musicisti e volete capire che tipo di strumentazione ospitavamo? Spulciate i video, si intravedono ampli e setup che farebbero invidia a molti collezionisti.

Insomma, fatevi un giro. Non c’è fretta qui. Il sito è costruito per essere esplorato con calma, magari con un buon disco di B.B. King in sottofondo. Il Blue Days è nato per unire le persone attraverso le “blue notes”, e questo spazio digitale serve a mantenere quel legame intatto, anche a distanza di tempo.

Buona navigazione e, come diciamo sempre noi prima di attaccare il jack all’amplificatore: let the good times roll.

Scroll to Top