Iscriviti alla Newsletter Blue Days

Parliamoci chiaro: la vostra casella di posta è probabilmente un campo di battaglia. Tra notifiche di spedizioni, fatture che non ricordavate di dover pagare e quel brand di scarpe che vi scrive tre volte al giorno perché avete osato guardare un paio di sandali, lo spazio è poco. Lo so io, che faccio questo di mestiere, e lo sapete voi.

Quindi, perché dovreste concedere uno spazio sacro al Blue Days? Perché diavolo dovreste iscrivervi all’ennesima newsletter?

La risposta breve è che non stiamo cercando di vendervi scarpe. La risposta lunga, quella vera, riguarda il motivo per cui siete finiti su questo sito: la musica suonata per davvero. Non quella campionata, non quella costruita a tavolino da un algoritmo di streaming, ma quella che ti fa vibrare lo sterno quando sei sottopalco. Blues, soul, jazz, rock. Quella roba lì.

Facebook e Instagram ci nascondono (e nascondono voi)

C’è un problema tecnico che mi fa impazzire. Voi magari mettete “Mi Piace” alla nostra pagina, o ci seguite su Instagram sperando di vedere le foto dell’ultima esibizione della Treves Blues Band. Pensate di essere a posto, vero? Invece no. Gli algoritmi dei social media decidono per voi. Se non paghiamo profumatamente Mark Zuckerberg, c’è una buona probabilità che voi non vediate mai l’annuncio di un concerto o il video highlight di una serata memorabile.

La newsletter è il nostro modo di scavalcare il sistema. È un filo diretto. Io scrivo, voi leggete. Nessun filtro, nessuna reach limitata, nessuna assurdità. Se c’è una novità sul festival o abbiamo appena caricato una galleria fotografica assurda di un’edizione passata, voglio che lo sappiate subito, non tre giorni dopo quando è troppo tardi.

Cosa vi arriva davvero (niente spam, promesso)

Ho lavorato nel marketing abbastanza a lungo da sapere cosa fa scappare la gente: la noia e l’insistenza. La nostra strategia editoriale è l’opposto. Immaginate la newsletter del Blue Days come un pass per il backstage, non come un volantino pubblicitario.

Ecco cosa bolle in pentola quando premete “Invia”:

  • Le prevendite, quelle vere. Sapete quanto è frustrante quando suona qualcuno del calibro di Raul Midon e i biglietti spariscono in dodici minuti? Succede. Gli iscritti alla newsletter ricevono il link prima che lo pubblichiamo sui social. È un vantaggio matematico, non filosofico. Chi è dentro, prenota. Chi è fuori, aspetta.
  • Archivi sbloccati. Abbiamo terabyte di materiale. Sul serio. Anni di edizioni del Blue Days significano migliaia di scatti e ore di video che spesso non finiscono sulla homepage per motivi di spazio. Nella mail ogni tanto tiro fuori delle perle rare (foto inedite, soundcheck, momenti “dietro le quinte”) che sul sito pubblico nelle gallerie ufficiali magari si perdono nel mucchio.
  • La qualità audio e video. Quando carichiamo i video highlights, YouTube fa il suo lavoro, ma spesso comprimiamo tutto per il web. Via mail, a volte condividiamo link a file meno compressi o audio diretti dal mixer per gli audiofili veri. Se volete sentire il basso come se foste lì, questo è il canale giusto.
  • Nessuna frequenza molesta. Non vi scriverò “Buon lunedì”. Non vi manderò gli auguri di Natale tanto per fare. Riceverete una mail solo se c’è qualcosa che vale la pena di interrompere la vostra giornata. Se stiamo zitti per un mese, è perché stiamo lavorando, non perché ci siamo dimenticati di voi.

Il rifugio per gli amanti del Blues e del Soul

In Italia, trovare informazioni decenti sulla musica live di un certo livello sta diventando un’impresa. I grandi portali coprono solo gli stadi, le radio passano solo le hit. Il Blue Days è nato per celebrare altro. È nato per chi apprezza l’improvvisazione, per chi sa che un assolo non è mai uguale a se stesso due sere di fila.

Iscriversi qui significa entrare in una piccola resistenza culturale. Sembra esagerato? Forse. Ma provate a cercare dove suonano stasera musicisti blues di livello internazionale nella vostra regione. È difficile, vero? Noi cerchiamo di tenere vivo questo ecosistema. Condividiamo anche news su altri eventi, collaborazioni, o dischi che secondo noi meritano un ascolto, anche se non sono direttamente legati al nostro palco.

Due parole sulla Privacy (quella seria)

Odio lo spam più di quanto odio quando si rompe una corda della chitarra a metà assolo. I vostri dati restano qui. Non vendiamo la lista a “partner commerciali selezionati”, non la diamo a chi vende aspirapolveri o trading online.

Il vostro indirizzo email serve a una sola cosa: mandarvi notizie sul Blue Days. Punto. E in ogni singola mail che riceverete, in fondo, c’è quel piccolo link “Unsubscribe”. Se un giorno vi stufate, cliccate e amici come prima. Ma scommetto che resterete, perché la qualità paga.

Non fatevi raccontare l’evento

C’è una differenza abissale tra l’essere informati e il sentirsi dire “ah, c’eri anche tu?”. Molti visitatori del nostro sito arrivano sulle pagine dei calendari concerti quando le date sono già passate, magari trovando il sito per sbaglio cercando foto dell’evento a cui non sono andati. È un classico.

Iscriversi alla newsletter significa invertire la rotta. Significa pianificare la serata, organizzare la trasferta, prenotare l’hotel vicino alla venue prima che i prezzi salgano alle stelle. È uno strumento pratico per chi vive la musica dal vivo non come un passatempo occasionale, ma come una necessità fisica.

Compilate il form. Ci vuole un attimo. Entrate nel giro giusto.

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