Diciamoci la verità: partecipare a un festival musicale in Italia è un’esperienza che ti cambia, un misto di adrenalina pura, sudore e quella vibrazione che ti rimbomba nel petto quando parte il primo accordo di basso. Ma ammettiamolo, c’è anche il lato pratico. Quello dove ti chiedi se troverai posto per la macchina, se ti faranno entrare con la bottiglietta d’acqua o se pioverà proprio mentre la band principale sta salendo sul palco.
Qui a Blue Days ne abbiamo viste di tutti i colori. Dalle serate magiche con artisti del calibro di Raul Midon che facevano trattenere il respiro a duemila persone, fino a quei momenti di puro rock sotto un acquazzone estivo improvviso. Questo spazio nasce proprio per questo: togliervi ogni dubbio prima di partire, così quando arrivate qui dovete solo pensare alla musica. Ho raccolto le domande che mi sento fare più spesso – e anche qualcuna un po’ assurda ma utile – per aiutarvi a navigare l’esperienza senza intoppi.
Biglietti, Prevendite e “Posso entrare all’ultimo?”
La questione biglietti è sempre quella che genera più ansia. Riceviamo mail disperate alle due di notte di gente che si è svegliata tardi. Ecco come funziona davvero il sistema, senza giri di parole.
Chiariamo subito una cosa sui canali di vendita. Noi consigliamo sempre di usare i link ufficiali che trovate nella nostra sezione biglietteria online. Perché? Perché ho visto troppe persone arrivare al gate con un QR code comprato su Facebook da uno sconosciuto che, guardacaso, era già stato scansionato mezz’ora prima. Non fatevi fregare per risparmiare cinque euro.
- Acquistare in prevendita non è solo un modo per assicurarsi il posto, è una strategia di sopravvivenza economica. I prezzi in cassa, se rimangono biglietti (e sottolineo se), sono sempre maggiorati del 15-20%.
- Per quanto riguarda i rimborsi, la regola è ferrea ma semplice: niente rimborso se cambiate idea o se il cane vi ha mangiato i compiti. Se invece l’evento viene annullato da noi – cosa successa raramente, grazie al cielo – i soldi tornano sulla carta in automatico.
- I bambini sono i benvenuti? Assolutamente. Fino ai 10 anni entrano gratis, ma portategli delle cuffie protettive serie, non i tappi di spugna. Il blues e il rock picchiano forte sui decibel.
Logistica: Arrivare, Mangiare e Sopravvivere
Blue Days non è un salotto, è un festival. E come tutti i festival seri, richiede un minimo di preparazione tattica. Non serve un equipaggiamento da commando, ma quasi.
Dove diavolo parcheggio?
Questa è la domanda da un milione di dollari. La location è studiata per la musica, non per essere un parcheggio multipiano. Abbiamo delle aree designate, ma ve lo dico da amico: il car pooling è la vostra salvezza. Se arrivate in quattro su una macchina, dimezzate lo stress e l’impatto ambientale.
Se arrivate dopo le 21:00, preparatevi a camminare un po’. I posti vicini all’ingresso si riempiono con la velocità con cui la Treves Blues Band attacca un assolo. Consiglio spassionato: scarpe comode. Ho visto gente in tacchi a spillo affondare nel prato e non è una bella scena, credetemi.
Cibo e Bevande (La questione dei gettoni)
Detesto fare la fila tanto quanto voi, specialmente quando ho sete. Per questo cerchiamo di snellire tutto, ma ci sono delle regole base che dovete sapere per non bloccare la coda:
- Non accettiamo contanti direttamente ai bar. Dovete cambiare i soldi in gettoni (“token”) alle casse centrali. Fatelo appena arrivate, non aspettate di avere la gola secca a metà concerto.
- C’è cibo per vegetariani? Sì, e non è solo insalata triste. Abbiamo spinto molto sui food truck locali per avere opzioni vere, dai panini gourmet alle varianti vegane che sanno di qualcosa.
- L’acqua è un diritto, ma il vetro è un’arma. Potete portare borracce vuote da riempire alle fontanelle, ma qualsiasi bottiglia di vetro verrà fermata ai controlli. Non provate a nasconderle nel sacco a pelo, le trovano sempre.
La Lineup e il Programma Musicale
Blue Days è nato con un’anima ibrida. Non ci piace stare in una scatola sola. C’è chi viene per il blues purista e chi per il jazz contaminato o il soul moderno. La selezione degli artisti è un processo lungo che dura mesi.
Spesso mi chiedete: “Ma suoneranno i pezzi vecchi o solo l’album nuovo?”. Guardate, artisti come i grandi nomi internazionali che ospitiamo sanno cosa vuole il pubblico. Solitamente il programma dei concerti è strutturato per essere un viaggio: si parte con le band emergenti verso il tramonto – e vi giuro, certe volte sono le scoperte migliori della serata – per arrivare ai main event quando la notte è scesa.
Un aneddoto veloce: un paio di edizioni fa, un gruppo spalla (non farò nomi) ha fatto uno show talmente potente che l’headliner era visibilmente nervoso dietro le quinte. Questo è il livello che cerchiamo. Quindi, non arrivate solo per l’ultimo nome in cartellone, vi perdete l’anima del festival.
Sicurezza e “Bon Ton” da Festival
Non voglio fare il poliziotto cattivo, ma certe regole servono per evitare che la serata finisca male. La sicurezza all’ingresso è fiscale, a volte pignola, ma lo fanno per noi. Abbiate pazienza se vi chiedono di aprire lo zaino.
Cosa non passa assolutamente
Lasciate a casa spray al peperoncino, catene pesanti (anche se fanno molto rock’n’roll, non passano), e oggetti contundenti. Sembra ovvio, ma ogni anno riempiamo uno scatolone di coltellini svizzeri sequestrati. Se piove? Ombrelli piccoli e pieghevoli, sì. Quelli grandi con la punta metallica, no. Vi tolgono la visuale e sono pericolosi nella calca.
Accessibilità
Vogliamo che la musica sia per tutti. Abbiamo previsto una pedana rialzata per chi è in sedia a rotelle, con una visuale decente, non confinata in un angolo dimenticato. Se avete esigenze specifiche, però, scriveteci due giorni prima tramite la pagina contatti. Se lo sappiamo in anticipo, possiamo farvi trovare qualcuno dello staff ad accogliervi e evitarvi la ghiaia o i passaggi stretti.
Media, Foto e Ricordi
Siamo nell’era degli smartphone, lo so, passerete metà concerto a fare storie su Instagram. Nessuno ve lo vieta (a meno che l’artista non sia un maniaco della privacy, ma di solito lo annunciamo). Tuttavia, se volete godervi il momento senza uno schermo davanti alla faccia, sappiate che abbiamo un team di fotografi professionisti che copre l’evento.
Di solito pubblichiamo una galleria massiccia (“best of”) sul sito e sui social entro 24-48 ore dalla fine dei concerti. Se volete rivedere le glorie passate, la nostra sezione archivio foto è una miniera d’oro. Ci sono scatti delle prime edizioni che raccontano la storia della musica in Italia meglio di mille parole.
Domande Rapide (Botta e Risposta)
Qui raccolgo quelle domande secche che mi fate al volo su Messenger mentre siete in fila.
- Posso portare il cane? Ni. Nel senso che nell’area campeggio (se prevista) sì, ma sotto il palco con volumi a 100dB è una tortura per l’animale. Se gli volete bene, lasciatelo a casa tranquillo.
- Se esco posso rientrare? Dipende dal tipo di biglietto. Col braccialetto “full day” o abbonamento sì, col biglietto singolo spesso “chi esce è fuori”. Controllate cosa c’è scritto sul vostro pass.
- C’è un bancomat dentro? No. Ripeto: portate contanti per le emergenze o carte, ma il bancomat fisico più vicino è in paese, a 15 minuti di cammino.
- Ho perso il telefono/chiavi/portafoglio. Abbiamo un punto “Lost & Found” vicino alla cassa accrediti. Tutto quello che troviamo finisce lì. La mattina dopo il festival è incredibile cosa salta fuori quando puliamo il prato: occhiali, documenti, scarpe singole (mistero).
Ancora Dubbi?
Se dopo tutto questo papiro avete ancora un dubbio specifico, magari su intolleranze alimentari rare o su come accreditare una testata giornalistica minore, non fatevi problemi a scrivere. Rispondiamo a tutti, magari non in cinque minuti se siamo in fase di montaggio palco, ma rispondiamo.
L’obiettivo di Blue Days è sempre stato semplice: celebrare la musica vera, quella suonata con gli strumenti e con il cuore. Tutto il resto – le file, i parcheggi, i regolamenti – è solo il contorno necessario per far sì che quella magia accada in sicurezza. Ci vediamo sotto il palco.
